I circa 1.600 ettari di territorio andati in fumo negli scorsi giorni tra Lucoli e L’Aquila riaccendono – il verbo, in questo caso, è purtroppo quanto mai appropriato – l’attenzione sul fenomeno degli incendi boschivi in Abruzzo. Si tratta di un problema ben noto, tanto che è già in corso la Campagna Antincendi Boschivi della Regione Abruzzo, iniziata il 6 luglio e destinata a proseguire fino al 13 settembre, salvo eventuali proroghe o anticipi. Parallelamente, la Regione ha dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi dal 22 giugno al 15 ottobre 2025 sull’intero territorio regionale. Una misura resa necessaria dai numeri registrati negli ultimi anni: tra il 2021 e il 2025 si sono verificati 288 incendi, che hanno interessato oltre 6.000 ettari di superficie. Di questi, circa 750 ettari ricadono nella provincia di Teramo, con 210 ettari bruciati nel solo comune capoluogo.
Se si esclude il 2021, anno eccezionale in cui la sola provincia di Chieti ha registrato migliaia di ettari percorsi dal fuoco, i dati riportati in Figura 1 sono tutt’altro che rassicuranti. Si osserva infatti una tendenza all’aumento degli ettari bruciati sull’intero territorio regionale, segnale di un fenomeno che continua a crescere per frequenza e intensità.
A rendere ancora più critica la situazione contribuiscono le ondate di calore eccezionali che stanno caratterizzando gli ultimi anni e, in particolare, quella registrata quest’anno. Temperature elevate, periodi prolungati di siccità e vegetazione estremamente secca creano infatti condizioni ideali non solo per l’innesco degli incendi, ma anche per la loro propagazione e per una durata molto più lunga, rendendo le operazioni di spegnimento più difficili e aumentando le superfici percorse dalle fiamme.
Indipendentemente dalla loro origine, dolosa o accidentale, gli incendi rappresentano una fonte significativa di inquinamento atmosferico. La combustione della vegetazione libera nell’aria polveri sottili, monossido di carbonio (CO) e altre sostanze nocive, che possono raggiungere concentrazioni pericolose per la salute umana, soprattutto nelle aree prossime ai roghi. Vi è poi un aspetto meno evidente, ma altrettanto importante: il ruolo delle foreste nel mitigare i cambiamenti climatici. Attraverso la fotosintesi, gli alberi assorbono anidride carbonica (CO₂) dall’atmosfera e la immagazzinano nei propri tessuti per decenni o addirittura secoli, contribuendo a ridurre la concentrazione di questo gas serra. Quando un incendio distrugge un’area boschiva, questa capacità di assorbimento viene drasticamente ridotta. Non solo: la CO₂ accumulata negli alberi nel corso della loro vita viene in gran parte restituita all’atmosfera durante la combustione, alla quale si aggiungono le nuove emissioni prodotte dal fuoco stesso.
Ogni incendio rappresenta quindi un triplice danno ambientale: riduce la capacità futura di assorbire anidride carbonica, libera quella accumulata nel corso degli anni e produce ulteriori emissioni, contribuendo ad alimentare un circolo vizioso in cui il cambiamento climatico favorisce condizioni sempre più favorevoli agli incendi, mentre gli incendi stessi aggravano ulteriormente il cambiamento climatico.
Luglio2026 è stato caratterizzato da una riduzione delle precipitazioni ed da un andamento termico superiore alle attese stagionali, come testimoniato anche dai bollettini sulle ondate di calore, pubblicati dal Ministero della Salute, che hanno attribuito alla città di Pescara:
7 giorni di livello 3 (bollino rosso);
6 giorni di livello 2 (bollino arancione);
11 giorni di livello 1 (bollino giallo);
7 giorni di livello 0 (bollino verde).
🌡️Temperature medie
Secondo i dati Copernicus, la temperatura media regionale registrata in Abruzzo nel mese di luglio 2026 è stata di 23,25°C. Si tratta di un valore superiore alle medie storiche, caratterizzato da un’anomalia di +3,89°C rispetto al periodo 1961–1990 e di +2,69°C rispetto al periodo 1991–2020. La temperatura massima ha invece raggiunto i 38,36°C.
La distribuzione dell’anomalia termica sul territorio regionale, in relazione ai due periodi di riferimento, è illustrata in Figura 1 e Figura 2, rispettivamente.
Figura 1. Anomalia della temperatura media di luglio 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1961-1990 nella regione Abruzzo. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Aug-2026).Figura 2. Anomalia della temperatura media di luglio 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1991-2020 nella regione Abruzzo. Fonte: Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Aug-2026).
Temperature a confronto: i dati provincia per provincia
La temperatura media regionale di luglio 2026 risulta essere superiore non solo ai valori medi storici, ma anche all’intervallo di variabilità osservato in entrambi i periodi di riferimento, come mostrato in Tabella 1, che riporta nel dettaglio le temperature medie di luglio, sia a livello provinciale che regionale, confrontate con le medie storiche e le relative variazioni nei due periodi di riferimento: 1961–1990 e 1991–2020.
Provincia
Media 1961-1990 (°C)
Media 1991-2020 (°C)
Media 2026
L’Aquila
18,34 ± 1,23
19,52 ± 1,23
22,49
Chieti
20,46 ± 1,09
21,74 ± 1,18
24,16
Pescara
20,49 ± 1,08
21,71 ± 1,19
24,07
Teramo
19,74 ± 1,03
20,88 ± 1,14
23,42
Abruzzo
19,35 ± 1,14
20,55 ± 1,20
23,25
Tabella 1. Temperature medie registrate nel mese di luglio in Abruzzo per i trentennali 1961-1990 e 1991-2020, con i dati dell’anno in corso, suddivisi per provincia.
I dati riportati in Tabella 1 indicano come la temperatura media del periodo 1991–2020, sia a livello provinciale che regionale, sia superiore rispetto al periodo 1961–1990, sebbene i valori rientrino all’interno dell’intervallo di variabilità. Tuttavia, le temperature di luglio 2026 risultano più elevate, superando sia entrambe le medie storiche che i relativi intervalli di variabilità.
Analizzando i dati provinciali, le anomalie rispetto alla temperatura media regionale del periodo 1991–2020, ordinate dalla più alla meno marcata, risultano le seguenti:
Chieti: +3,61°C
Pescara: +3,52°C
Teramo: +2,87°C
L’Aquila: +1,94°C
Queste variazioni sono ben evidenziate nel grafico di Figura 3, che mostra anche il confronto i dati relativi al mese di luglio per il 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025, offrendo una panoramica sull’evoluzione termica degli ultimi sei anni.
Figura 3. Anomalie della temperatura media registrate nel mese di luglio tra il 2021 e il 2026, rispetto alla media regionale 1991-2020, suddivise per provincia. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Aug-2026).
I dati mostrati in Figura 3 mostrano come le anomalie del 2026 continuino ad esibire valori superiori alla media in tutte le province.
🌧️ Precipitazioni e altre metriche climatiche
Nel mese di luglio 2026, le precipitazioni totali in Abruzzo sono risultate inferiori alla media climatologica.
Il quantitativo medio regionale è stato pari a 528 mm, con uno scostamento di:
– 176 mm rispetto alla media 1961–1990
– 145 mm rispetto alla media 1991–2020
Intensità di pioggia giornaliera
L’indice SDII, che misura l’intensità media delle precipitazioni nei giorni piovosi, ha assunto un valore pari a 24,63 mm/giorno.
Il valore osservato è:
– 7,55 mm/giorno rispetto alla media 1961–1990
– 8,74 mm/giorno rispetto alla media 1991–2020
Un SDII inferiore alla media suggerisce eventi piovosi meno intensi e concentrati.
Giorni estivi
Nel mese di luglio 2026 sono stati osservati 25giorni estivi, ossia giornate in cui la temperatura massima ha superato i 25 °C.
Rispetto alle medie climatiche:
+12 giorni rispetto al periodo 1961–1990
+8 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Notti tropicali
Nel mese di luglio 2026 sono stati osservati 7notti tropicali, ossia giornate in cui la temperatura minima ha superato i 20 °C.
Rispetto alle medie climatiche:
+6 giorni rispetto al periodo 1961–1990
+5 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Giorni con la temperatura superiore a 30°C
Nel mese di luglio 2026 sono stati osservati 11 giorni durante i quali la temperatura massima ha superato i 30 °C.
Rispetto alle medie climatiche:
+9 giorni rispetto al periodo 1961–1990
+7 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Conclusione
I dati di luglio 2026 delineano un quadro caratterizzato da temperature superiori e precipitazioni inferiori alle medie climatologiche di riferimento. Sebbene il deficit pluviometrico risulti meno marcato rispetto ai due mesi precedenti, le precipitazioni registrate nel mese confermano la persistenza di condizioni favorevoli allo sviluppo della siccità. Il monitoraggio dei parametri meteorologici e idrologici proseguirà nei prossimi mesi al fine di valutare l’evoluzione del quadro climatico e dei suoi effetti sul territorio.
Scopri il bollettino relativo al mese scorso, e continua a seguire la rubrica per proseguire l’osservazione nei prossimi mesi.
Disclaimer: Generated using or contains modified Copernicus Climate Change Service information . Neither the European Commission nor ECMWF is responsible for any use that may be made of the Copernicus information or data it contains.
Data: Hersbach, H., Bell, B., Berrisford, P., Biavati, G., Horányi, A., Muñoz Sabater, J., Nicolas, J., Peubey, C., Radu, R., Rozum, I., Schepers, D., Simmons, A., Soci, C., Dee, D., Thépaut, J-N. (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS), DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Aug-2026)
Giugno2026 è stato caratterizzato da un andamento termico superiore alle attese stagionali e con precipitazioni inferiori alle medie storiche. come testimoniato anche dai bollettini sulle ondate di calore, pubblicati dal Ministero della Salute, che hanno attribuito alla città di Pescara:
10 giorni di livello 3 (bollino rosso);
1 giorno di livello 2 (bollino arancione);
3 giorni di livello 1 (bollino giallo);
16 giorni di livello 0 (bollino verde).
🌡️Temperature medie
Secondo i dati Copernicus, la temperatura media regionale registrata in Abruzzo nel mese di giugno 2026 è stata di 20,9°C. Si tratta di un valore superiore alle medie storiche, caratterizzato da un’anomalia di +4,54°C rispetto al periodo 1961–1990 e di +3,10°C rispetto al periodo 1991–2020. La temperatura massima ha invece raggiunto i 35,41°C.
La distribuzione dell’anomalia termica sul territorio regionale, in relazione ai due periodi di riferimento, è illustrata in Figura 1 e Figura 2, rispettivamente.
Figura 1. Anomalia della temperatura media di giugno 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1961-1990 nella regione Abruzzo. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Jul-2026).Figura 2. Anomalia della temperatura media di giugno 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1991-2020 nella regione Abruzzo. Fonte: Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Jul-2026).
Temperature a confronto: i dati provincia per provincia
La temperatura media regionale di giugno 2026 risulta essere superiore non solo ai valori medi storici, ma anche all’intervallo di variabilità osservato in entrambi i periodi di riferimento, come mostrato in Tabella 1, che riporta nel dettaglio le temperature medie di giugno, sia a livello provinciale che regionale, confrontate con le medie storiche e le relative variazioni nei due periodi di riferimento: 1961–1990 e 1991–2020.
Provincia
Media 1961-1990 (°C)
Media 1991-2020 (°C)
Media 2026
L’Aquila
15,17 ± 1,00
16,59 ± 1,34
19,73
Chieti
17,64 ± 0,95
19,15 ± 1,33
21,86
Pescara
17,65 ± 0,95
19,09 ± 1,33
21,35
Teramo
16,93 ± 0,92
18,32 ± 1,25
21,39
Abruzzo
16,38 ± 0,96
17,81 ± 1,32
20,91
Tabella 1. Temperature medie registrate nel mese di giugno in Abruzzo per i trentennali 1961-1990 e 1991-2020, con i dati dell’anno in corso, suddivisi per provincia.
I dati riportati in Tabella 1 indicano come la temperatura media del periodo 1991–2020, sia a livello provinciale che regionale, sia superiore rispetto al periodo 1961–1990, sebbene i valori rientrino ampiamente all’interno dell’intervallo di variabilità. Tuttavia, le temperature di giugno 2026 risultano più elevate, superando entrambe le medie storiche.
Analizzando i dati provinciali, le anomalie rispetto alla temperatura media regionale del periodo 1991–2020, ordinate dalla più alla meno marcata, risultano le seguenti:
Chieti: +4,05°C
Teramo: +3,57°C
Pescara: +3,53°C
L’Aquila: +1,92°C
Queste variazioni sono ben evidenziate nel grafico di Figura 3, che mostra anche il confronto i dati relativi al mese di giugno per il 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025, offrendo una panoramica sull’evoluzione termica degli ultimi sei anni.
Figura 3. Anomalie della temperatura media registrate nel mese di giugno tra il 2021 e il 2026, rispetto alla media regionale 1991-2020, suddivise per provincia. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Jul-2026).
Le anomalie del 2026 continuano ad indicare valori positivo significativi in tutte le province.
🌧️ Precipitazioni e altre metriche climatiche
Nel mese di giugno 2026, le precipitazioni totali in Abruzzo sono risultate inferiori alla media climatologica.
Il quantitativo medio regionale è stato pari a 359 mm, con uno scostamento di:
– 645mm rispetto alla media 1961–1990
– 485mm rispetto alla media 1991–2020
Intensità di pioggia giornaliera
L’indice SDII, che misura l’intensità media delle precipitazioni nei giorni piovosi, ha assunto un valore pari a 18,33 mm/giorno.
Il valore osservato è:
– 22,81 mm/giorno rispetto alla media 1961–1990
– 19,09 mm/giorno rispetto alla media 1991–2020
Un SDII inferiore alla media suggerisce eventi piovosi meno intensi e concentrati.
Giorni estivi
Nel mese di giugno 2026 sono stati osservati 18giorni estivi, ossia giornate in cui la temperatura massima ha superato i 25 °C.
Rispetto alle medie climatiche:
+14 giorni rispetto al periodo 1961–1990
+9 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Notti tropicali
Nel mese di giugno 2026 sono stati osservati 2notti tropicali, ossia giornate in cui lea temperatura minima ha superato i 20 °C.
Rispetto alle medie climatiche:
+2 giorni rispetto al periodo 1961–1990
+2 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Giorni con la temperatura superiore a 30°C
Nel mese di giugno 2026 sono stati osservati 5 giorni durante i quali la temperatura massima ha superato i 30 °C.
Rispetto alle medie climatiche:
+5 giorni rispetto al periodo 1961–1990
+4 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Conclusione
I dati di giugno 2026 delineano un quadro caratterizzato da temperature superiori e precipitazioni inferiori alle medie climatologiche di riferimento. Dopo il mese scorso, il deficit di precipitazioni registrato a giugno potrebbe rappresentare un ulteriore indizio che potrebbe portare ad una possibile fase di siccità estiva. Resta necessario proseguire il monitoraggio dei parametri meteorologici e idrologici per confermare o meno tale teoria.
Scopri il bollettino relativo al mese scorso, e continua a seguire la rubrica per proseguire l’osservazione nei prossimi mesi.
Disclaimer: Generated using or contains modified Copernicus Climate Change Service information . Neither the European Commission nor ECMWF is responsible for any use that may be made of the Copernicus information or data it contains.
Data: Hersbach, H., Bell, B., Berrisford, P., Biavati, G., Horányi, A., Muñoz Sabater, J., Nicolas, J., Peubey, C., Radu, R., Rozum, I., Schepers, D., Simmons, A., Soci, C., Dee, D., Thépaut, J-N. (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS), DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Jul-2026)
Maggio2026 è stato caratterizzato da un andamento termico superiore alle attese stagionali e con precipitazioni inferiori alle medie storiche. A partire dal 25 di questo mese, il Ministero della Salute è tornato ad emettere i bollettini sulle ondate di calore, che hanno attribuito alla città di Pescara:
0 giorni di livello 3 (bollino rosso);
2 giorni di livello 2 (bollino arancione);
4 giorni di livello 1 (bollino giallo);
1 giorno di livello 0 (bollino verde).
🌡️Temperature medie
Secondo i dati Copernicus, la temperatura media regionale registrata in Abruzzo nel mese di maggio 2026 è stata di 14,1°C. Si tratta di un valore superiore alle medie storiche, caratterizzato da un’anomalia di +1,35°C rispetto al periodo 1961–1990 e di +0,70°C rispetto al periodo 1991–2020. La temperatura massima ha invece raggiunto i 30,56°C.
La distribuzione dell’anomalia termica sul territorio regionale, in relazione ai due periodi di riferimento, è illustrata in Figura 1 e Figura 2, rispettivamente.
Figura 1. Anomalia della temperatura media di maggio 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1961-1990 nella regione Abruzzo. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Jun-2026).Figura 2. Anomalia della temperatura media di maggio 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1991-2020 nella regione Abruzzo. Fonte: Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Jun-2026).
Temperature a confronto: i dati provincia per provincia
La temperatura media regionale di maggio 2026 risulta essere superiore ai valori medi storici, rimanendo entro gli intervalli di variabilità relativi alla sola media relativa al periodo 1991-2020. La Tabella 1 riporta nel dettaglio le temperature medie di maggio, sia a livello provinciale che regionale, confrontate con le medie storiche e le relative variazioni nei due periodi di riferimento: 1961–1990 e 1991–2020.
Provincia
Media 1961-1990 (°C)
Media 1991-2020 (°C)
Media 2026
L’Aquila
11,58 ± 1,27
12,14 ± 1,61
12,76
Chieti
13,95 ± 1,19
14,69 ± 1,41
15,36
Pescara
13,98 ± 1,18
14,64 ± 1,42
15,34
Teramo
13,32 ± 1,18
14,07 ± 1,42
15,00
Abruzzo
12,75 ± 1,22
13,40 ± 1,51
14,10
Tabella 1. Temperature medie registrate nel mese di maggio in Abruzzo per i trentennali 1961-1990 e 1991-2020, con i dati dell’anno in corso, suddivisi per provincia.
I dati riportati in Tabella 1 indicano come la temperatura media del periodo 1991–2020, sia a livello provinciale che regionale, sia superiore rispetto al periodo 1961–1990, sebbene i valori rientrino ampiamente all’interno dell’intervallo di variabilità. Tuttavia, le temperature di maggio 2026 risultano più elevate, superando entrambe le medie storiche.
Analizzando i dati provinciali, le anomalie rispetto alla temperatura media regionale del periodo 1991–2020, ordinate dalla più alla meno marcata, risultano le seguenti:
Chieti: +1,95°C
Pescara: +1,93°C
Teramo: +1,59°C
L’Aquila: -0,65°C
Queste variazioni sono ben evidenziate nel grafico di Figura 3, che mostra anche il confronto i dati relativi al mese di maggio per il 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025, offrendo una panoramica sull’evoluzione termica degli ultimi sei anni.
Figura 3. Anomalie della temperatura media registrate nel mese di maggio tra il 2021 e il 2026, rispetto alla media regionale 1991-2020, suddivise per provincia. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Jun-2026).
Le anomalie del 2026 risultano essere, dopo il 2022, le più marcate in tutte le province degli ultimi sei anni, eccezion fatta per L’Aquila per cui l’anomalia rimane negativa.
🌧️ Precipitazioni e altre metriche climatiche
Nel mese di maggio 2026, le precipitazioni totali in Abruzzo sono risultate inferiori alla media climatologica.
Il quantitativo medio regionale è stato pari a 864 mm, con uno scostamento di:
– 208 mm rispetto alla media 1961–1990
– 299 mm rispetto alla media 1991–2020
Intensità di pioggia giornaliera
L’indice SDII, che misura l’intensità media delle precipitazioni nei giorni piovosi, ha assunto un valore pari a 39,43 mm/giorno.
Il valore osservato è:
– 3,50 mm/giorno rispetto alla media 1961–1990
– 7,47 mm/giorno rispetto alla media 1991–2020
Un SDII inferiore alla media suggerisce eventi piovosi meno intensi e concentrati.
Giorni piovosi
Nel mese di maggio 2026 sono stati osservati 21giorni di pioggia, ossia giornate in cui le precipitazioni hanno raggiunto o superato 1 mm.
Rispetto alle medie climatiche:
-4 giorni rispetto al periodo 1961–1990
-3 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Giorni estivi
Nel mese di maggio 2026 sono stati osservati 3giorni estivi, ossia giornate in cui la temperatura massima ha superato i 25 °C.
Rispetto alle medie climatiche:
+2 giorni rispetto al periodo 1961–1990
+2 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Conclusione
I dati di maggio 2026 delineano un quadro caratterizzato da condizioni calde e secche, con temperature superiori e precipitazioni inferiori alle medie climatologiche di riferimento. Sebbene i mesi precedenti siano stati interessati da apporti pluviometrici significativi, spesso associati a eventi intensi e concentrati nel tempo, il deficit di precipitazioni registrato a maggio potrebbe rappresentare un primo segnale di una possibile fase di siccità estiva. Sarà tuttavia necessario proseguire il monitoraggio dei parametri meteorologici e idrologici per confermare o meno tale tendenza.
Scopri il bollettino relativo al mese scorso, e continua a seguire la rubrica per proseguire l’osservazione nei prossimi mesi.
Disclaimer: Generated using or contains modified Copernicus Climate Change Service information . Neither the European Commission nor ECMWF is responsible for any use that may be made of the Copernicus information or data it contains.
Data: Hersbach, H., Bell, B., Berrisford, P., Biavati, G., Horányi, A., Muñoz Sabater, J., Nicolas, J., Peubey, C., Radu, R., Rozum, I., Schepers, D., Simmons, A., Soci, C., Dee, D., Thépaut, J-N. (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS), DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Jun-2026)
Aprile2026 è stato caratterizzato da un andamento termico superiore alle attese stagionali e con precipitazioni elevate per il periodo.
🌡️Temperature medie
Secondo i dati Copernicus, la temperatura media regionale registrata in Abruzzo nel mese di aprile 2026 è stata di 10,93°C. Si tratta di un valore superiore alle medie storiche, caratterizzato da un’anomalia di +2,75°C rispetto al periodo 1961–1990 e di +2,02°C rispetto al periodo 1991–2020. La temperatura massima ha invece raggiunto i 23,55°C.
La distribuzione dell’anomalia termica sul territorio regionale, in relazione ai due periodi di riferimento, è illustrata in Figura 1 e Figura 2, rispettivamente.
Figura 1. Anomalia della temperatura media di aprile 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1961-1990 nella regione Abruzzo. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-May-2026).Figura 2. Anomalia della temperatura media di aprile 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1991-2020 nella regione Abruzzo. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-May-2026).
Temperature a confronto: i dati provincia per provincia
La temperatura media regionale di aprile 2026 risulta essere superiore ai valori medi storici ed al di fuori degli rintervalli di variabilità osservati in entrambi i periodi di riferimento, come mostrato in Tabella 1, che riporta nel dettaglio le temperature medie di aprile, sia a livello provinciale che regionale, confrontate con le medie storiche e le relative variazioni nei due periodi di riferimento: 1961–1990 e 1991–2020.
Provincia
Media 1961-1990 (°C)
Media 1991-2020 (°C)
Media 2026
L’Aquila
7,00 ± 1,38
7,71 ± 1,35
10,07
Chieti
9,42 ± 1,30
10,20 ± 1,32
11,83
Pescara
9,39 ± 1,34
10,09 ± 1,32
11,70
Teramo
8,75 ± 1,30
9,50 ± 1,29
11,43
Abruzzo
8,18 ± 1,34
8,92 ± 1,33
10,93
Tabella 1. Temperature medie registrate nel mese di aprile in Abruzzo per i trentennali 1961-1990 e 1991-2020, con i dati dell’anno in corso, suddivisi per provincia.
I dati riportati in Tabella 1 indicano come la temperatura media del periodo 1991–2020, sia a livello provinciale che regionale, sia superiore rispetto al periodo 1961–1990, sebbene i valori rientrino all’interno dell’intervallo di variabilità. Tuttavia, le temperature di aprile 2026 risultano più elevate, superando ampiamente entrambe le medie storiche.
Analizzando i dati provinciali, le anomalie rispetto alla temperatura media regionale del periodo 1991–2020, ordinate dalla più alla meno marcata, risultano le seguenti:
Chieti: +2,91°C
Pescara: +2,78°C
Teramo: +2,51°C
L’Aquila: +1,15°C
Queste variazioni sono ben evidenziate nel grafico di Figura 3, che mostra anche il confronto i dati relativi al mese di aprile per il 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025, offrendo una panoramica sull’evoluzione termica degli ultimi sei anni.
Figura 3. Anomalie della temperatura media registrate nel mese di aprile tra il 2021 e il 2026, rispetto alla media regionale 1991-2020, suddivise per provincia. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-May-2026).
Le anomalie del 2026 risultano essere, dopo il 2024, le più marcate in tutte le province degli ultimi sei anni, eccezion fatta per L’Aquila per cui l’anomalia è la più significativa.
🌧️ Precipitazioni e altre metriche climatiche
Nel mese di aprile 2026, le precipitazioni totali in Abruzzo sono risultate superiori alla media climatologica.
Il quantitativo medio regionale è stato pari a 1707mm, con uno scostamento di:
+ 459 mm rispetto alla media 1961–1990
+ 501 mm rispetto alla media 1991–2020
Intensità di pioggia giornaliera
L’indice SDII, che misura l’intensità media delle precipitazioni nei giorni piovosi, ha assunto un valore pari a 87,48 mm/giorno.
Il valore osservato è:
+ 37,93 mm/giorno rispetto alla media 1961–1990
+ 36,85 mm/giorno rispetto alla media 1991–2020
Un SDII superiore alla media suggerisce eventi piovosi più intensi e concentrati, con potenziali implicazioni per il rischio idrogeologico
Giorni piovosi
Nel mese di aprile 2026 sono stati osservati 19giorni di pioggia, ossia giornate in cui le precipitazioni hanno raggiunto o superato 1 mm.
Rispetto alle medie climatiche:
-6 giorni rispetto al periodo 1961–1990
-5 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Conclusione
I dati di aprile 2026 confermano un quadro climatico in progressiva evoluzione, caratterizzato da anomalie termiche positive e da un regime pluviometrico sempre più irregolare e intenso. L’aumento delle precipitazioni, spesso concentrate in episodi di forte intensità come già osservato nel febbraio 2026, rafforza l’evidenza di una crescente frequenza di eventi meteorologici estremi. Questo andamento si inserisce coerentemente nel contesto dei cambiamenti climatici in atto, evidenziando la necessità di rafforzare le attività di monitoraggio e analisi. Un’osservazione continua e strutturata dei principali parametri climatici rappresenta infatti uno strumento fondamentale non solo per comprendere l’evoluzione del clima in Abruzzo, ma anche per supportare strategie di adattamento e gestione sostenibile del territorio regionale.
Scopri il bollettino relativo al mese scorso, e continua a seguire la rubrica per proseguire l’osservazione nei prossimi mesi.
Disclaimer: Generated using or contains modified Copernicus Climate Change Service information . Neither the European Commission nor ECMWF is responsible for any use that may be made of the Copernicus information or data it contains.
Data: Hersbach, H., Bell, B., Berrisford, P., Biavati, G., Horányi, A., Muñoz Sabater, J., Nicolas, J., Peubey, C., Radu, R., Rozum, I., Schepers, D., Simmons, A., Soci, C., Dee, D., Thépaut, J-N. (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS), DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-May-2026)
Marzo2026 è stato caratterizzato da un andamento termico leggermente superiore alle attese stagionali e con precipitazioni elevate per il periodo.
🌡️Temperature medie
Secondo i dati Copernicus, la temperatura media regionale registrata in Abruzzo nel mese di marzo 2026 è stata di 5,8°C. Si tratta di un valore superiore alle medie storiche, caratterizzato da un’anomalia di +1,13°C rispetto al periodo 1961–1990 e di +0,31°C rispetto al periodo 1991–2020. La temperatura massima ha invece raggiunto i 17,95°C.
La distribuzione dell’anomalia termica sul territorio regionale, in relazione ai due periodi di riferimento, è illustrata in Figura 1 e Figura 2, rispettivamente.
Figura 1. Anomalia della temperatura media di marzo 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1961-1990 nella regione Abruzzo. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Apr-2026).Figura 2. Anomalia della temperatura media di marzo 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1991-2020 nella regione Abruzzo. Fonte: Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Apr-2026).
Temperature a confronto: i dati provincia per provincia
La temperatura media regionale di marzo 2026 risulta essere superiore ai valori medi storici, pur rientrando all’interno degli rintervalli di variabilità osservati in entrambi i periodi di riferimento, come mostrato in Tabella 1, che riporta nel dettaglio le temperature medie di marzo, sia a livello provinciale che regionale, confrontate con le medie storiche e le relative variazioni nei due periodi di riferimento: 1961–1990 e 1991–2020.
Provincia
Media 1961-1990 (°C)
Media 1991-2020 (°C)
Media 2026
L’Aquila
3,57 ± 1,90
4,40 ± 1,54
4,64
Chieti
5,94 ± 1,81
6,76 ± 1,50
6,62
Pescara
5,65 ± 1,89
6,46 ± 1,55
6,03
Teramo
5,08 ± 1,82
5,91 ± 1,48
6,40
Abruzzo
4,66 ± 1,86
5,49 ± 1,52
5,80
Tabella 1. Temperature medie registrate nel mese di marzo in Abruzzo per i trentennali 1961-1990 e 1991-2020, con i dati dell’anno in corso, suddivisi per provincia.
I dati riportati in Tabella 1 indicano come la temperatura media del periodo 1991–2020, sia a livello provinciale che regionale, sia superiore rispetto al periodo 1961–1990, sebbene i valori rientrino all’interno dell’intervallo di variabilità. Tuttavia, le temperature di marzo 2026 risultano più elevate, superando entrambe le medie storiche, in provincia dell’Aquila, di Teramo e, in generale in Abruzzo, mentre per la province di Chieti e Pescara le temperature risultano più elevate solo rispetto alla media osservata nel periodo 1961-1990.
Analizzando i dati provinciali, le anomalie rispetto alla temperatura media regionale del periodo 1991–2020, ordinate dalla più alla meno marcata, risultano le seguenti:
Chieti: +1,14°C
Teramo: +0,91°C
Pescara: +0,54°C
L’Aquila: -0,85°C
Queste variazioni sono ben evidenziate nel grafico di Figura 3, che mostra anche il confronto i dati relativi al mese di marzo per il 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025, offrendo una panoramica sull’evoluzione termica degli ultimi sei anni.
Figura 3. Anomalie della temperatura media registrate nel mese di marzo tra il 2021 e il 2026, rispetto alla media regionale 1991-2020, suddivise per provincia. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Apr-2026).
Sebbene le anomalie del 2026 non risultino essere le più marcate in tutte le province rispetto ai valori degli ultimi sei anni, i livelli registrati sono comunque superiori alla media in tutte le province, eccezion fatta per L’Aquila.
🌧️ Precipitazioni e altre metriche climatiche
Nel mese di marzo 2026, le precipitazioni totali in Abruzzo sono risultate superiori alla media climatologica.
Il quantitativo medio regionale è stato pari a 1597mm, con uno scostamento di:
+ 437 mm rispetto alla media 1961–1990
+ 460 mm rispetto alla media 1991–2020
Intensità di pioggia giornaliera
L’indice SDII, che misura l’intensità media delle precipitazioni nei giorni piovosi, ha assunto un valore pari a 55,24 mm/giorno.
Il valore osservato è:
+ 6,39 mm/giorno rispetto alla media 1961–1990
+ 3,83 mm/giorno rispetto alla media 1991–2020
Un SDII superiore alla media suggerisce eventi piovosi più intensi e concentrati, con potenziali implicazioni per il rischio idrogeologico
Giorni piovosi
Nel mese di marzo 2026 sono stati osservati ben 29giorni di pioggia, ossia giornate in cui le precipitazioni hanno raggiunto o superato 1 mm.
Rispetto alle medie climatiche:
+6 giorni rispetto al periodo 1961–1990
+8 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Conclusione
I dati di marzo 2026 confermano un quadro climatico in progressiva evoluzione, caratterizzato da anomalie termiche positive e da un regime pluviometrico sempre più irregolare e intenso. L’aumento delle precipitazioni, spesso concentrate in episodi di forte intensità come già osservato nel febbraio 2026, rafforza l’evidenza di una crescente frequenza di eventi meteorologici estremi. Questo andamento si inserisce coerentemente nel contesto dei cambiamenti climatici in atto, evidenziando la necessità di rafforzare le attività di monitoraggio e analisi. Un’osservazione continua e strutturata dei principali parametri climatici rappresenta infatti uno strumento fondamentale non solo per comprendere l’evoluzione del clima in Abruzzo, ma anche per supportare strategie di adattamento e gestione sostenibile del territorio regionale.
Scopri il bollettino relativo al mese scorso, e continua a seguire la rubrica per proseguire l’osservazione nei prossimi mesi.
Disclaimer: Generated using or contains modified Copernicus Climate Change Service information . Neither the European Commission nor ECMWF is responsible for any use that may be made of the Copernicus information or data it contains.
Data: Hersbach, H., Bell, B., Berrisford, P., Biavati, G., Horányi, A., Muñoz Sabater, J., Nicolas, J., Peubey, C., Radu, R., Rozum, I., Schepers, D., Simmons, A., Soci, C., Dee, D., Thépaut, J-N. (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS), DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Apr-2026)
Febbraio2026 è stato caratterizzato da un andamento termico di gran lunga superiore alle attese stagionali e con precipitazioni elevate per il periodo.
🌡️Temperature medie
Secondo i dati Copernicus, la temperatura media regionale registrata in Abruzzo nel mese di febbraio 2026 è stata di 5,92°C. Si tratta di un valore notevolmente superiore alle medie storiche, caratterizzato da un’anomalia di +3,75°C rispetto al periodo 1961–1990 e di +3,38°C rispetto al periodo 1991–2020. La temperatura massima ha invece raggiunto i 16,96°C.
La distribuzione dell’anomalia termica sul territorio regionale, in relazione ai due periodi di riferimento, è illustrata in Figura 1 e Figura 2, rispettivamente.
Figura 1. Anomalia della temperatura media di febbraio 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1961-1990 nella regione Abruzzo. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Mar-2026).Figura 2. Anomalia della temperatura media di febbraio 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1991-2020 nella regione Abruzzo. Fonte: Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Mar-2026).
Temperature a confronto: i dati provincia per provincia
La temperatura media di febbraio 2026 risulta essere superiore non solo ai valori medi storici, ma anche agli rintervalli di variabilità osservati in entrambi i periodi di riferimento, come mostrato in Tabella 1, che riporta nel dettaglio le temperature medie di febbraio, sia a livello provinciale che regionale, confrontate con le medie storiche e le relative variazioni nei due periodi di riferimento: 1961–1990 e 1991–2020.
Provincia
Media 1961-1990 (°C)
Media 1991-2020 (°C)
Media 2026
L’Aquila
1,07 ± 1,93
1,47 ± 2,20
4,87
Chieti
3,50 ± 1,86
3,87 ± 2,12
6,90
Pescara
2,96 ± 1,95
3,32 ± 2,17
6,23
Teramo
2,64 ± 1,88
2,93 ± 2,11
6,19
Abruzzo
2,18 ± 1,90
2,54 ± 2,16
5,92
Tabella 1. Temperature medie registrate nel mese di febbraio in Abruzzo per i trentennali 1961-1990 e 1991-2020, con i dati dell’anno in corso, suddivisi per provincia.
I dati riportati in Tabella 1 indicano come la temperatura media del periodo 1991–2020, sia a livello provinciale che regionale, sia superiore rispetto al periodo 1961–1990, sebbene i valori rientrino all’interno dell’intervallo di variabilità. Tuttavia, le temperature di febbraio2026 risultano ancora più elevate, superando entrambe le medie storiche e risultando superiore alla temperatura media osservata nel periodo 1961-1990 di un fattore 2.7.
Analizzando i dati provinciali, le anomalie rispetto alla temperatura media regionale del periodo 1991–2020, ordinate dalla più alla meno marcata, risultano le seguenti:
Chieti: +4,36°C
Pescara: +3,69°C
Teramo: +3,65°C
L’Aquila: +2,33°C
Queste variazioni sono ben evidenziate nel grafico di Figura 3, che mostra anche il confronto i dati relativi al mese di febbraio per il 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025, offrendo una panoramica sull’evoluzione termica degli ultimi sei anni.
Figura 3. Anomalie della temperatura media registrate nel mese di febbraio tra il 2021 e il 2026, rispetto alla media regionale 1991-2020, suddivise per provincia. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Mar-2026).
Sebbene le anomalie del 2026 non risultino essere le più marcate in tutte le province rispetto ai valori degli ultimi sei anni, i livelli registrati sono comunque significativamente superiori alla media.
🌧️ Precipitazioni e altre metriche climatiche
Nel mese di febbraio 2026, le precipitazioni totali in Abruzzo sono risultate superiori alla media climatologica.
Il quantitativo medio regionale è stato pari a 1358 mm, con uno scostamento di:
+ 242 mm rispetto alla media 1961–1990
+ 377 mm rispetto alla media 1991–2020
Intensità di pioggia giornaliera
L’indice SDII, che misura l’intensità media delle precipitazioni nei giorni piovosi, ha assunto un valore pari a 66.30 mm/giorno.
Il valore osservato è:
+ 15.15 mm/giorno rispetto alla media 1961–1990
+ 15.56 mm/giorno rispetto alla media 1991–2020
Un SDII superiore alla media suggerisce eventi piovosi più intensi e concentrati, con potenziali implicazioni per il rischio idrogeologico
Giorni di gelo
Nel mese di febbraio 2026non sono stati osservati giorni di gelo, ovvero giorni in cui la temperatura minima è scesa sotto 0°C.
Rispetto alle medie climatiche:
-2 giorni rispetto al periodo 1961–1990
-2 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Un ulteriore indicatore del progressivo aumento della temperatura media anche nei mesi invernali.
Conclusione
I dati relativi a febbraio 2026 evidenziano segnali particolarmente allarmanti sul fronte delle anomalie termiche, confermando un progressivo allontanamento dai valori climatici di riferimento. Anche l’aumento delle precipitazioni mensili, a fronte di un numero di giornate piovose sostanzialmente invariato, si colloca in un quadro caratterizzato da eventi meteorologici sempre più intensi e concentrati, una delle manifestazioni più evidenti dei cambiamenti climatici in corso. In questo contesto, un monitoraggio costante e sistematico di temperature e precipitazioni risulta essenziale per seguire l’evoluzione del clima in Abruzzo e favorire una comprensione più consapevole delle dinamiche ambientali che interessano il territorio regionale.
Scopri il bollettino relativo al mese scorso, e continua a seguire la rubrica per proseguire l’osservazione nei prossimi mesi.
Disclaimer: Generated using or contains modified Copernicus Climate Change Service information . Neither the European Commission nor ECMWF is responsible for any use that may be made of the Copernicus information or data it contains.
Data: Hersbach, H., Bell, B., Berrisford, P., Biavati, G., Horányi, A., Muñoz Sabater, J., Nicolas, J., Peubey, C., Radu, R., Rozum, I., Schepers, D., Simmons, A., Soci, C., Dee, D., Thépaut, J-N. (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS), DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Mar-2026)
La produzione di energia idroelettrica in Italia prende avvio alla fine dell’Ottocento e si diffonde rapidamente grazie a due condizioni favorevoli: la scarsità di combustibili fossili e la presenza capillare di corsi d’acqua che attraversano ampie vallate. In questo scenario, regioni dal profilo prevalentemente montuoso e ricche di bacini idrici, come l’Abruzzo, hanno trovato nell’idroelettrico una risorsa pienamente coerente con la propria morfologia e con la disponibilità naturale del territorio.
All’inizio del Novecento, tali caratteristiche alimentarono l’idea che l’Italia potesse raggiungere un’autosufficienza energetica stabile sfruttando la forza dell’acqua. Tuttavia, nel secondo dopoguerra la domanda di energia elettrica aumentò rapidamente, imponendo la realizzazione di nuovi impianti per sostenere la crescita industriale e civile. Proprio in quel periodo, però, il potenziale di ulteriore espansione dell’idroelettrico iniziò a mostrare segnali di saturazione, come evidenziato dal grafico in Figura 1.
Figura 1. Istogramma della percentuale di energia elettrica prodotta in Italia tramite impianti idroelettrici dal 1886 al 2024. Fonte dati: Terna S.p.A.
Con riferimento al contesto regionale, al 31 dicembre 2024 in Abruzzo risultano in esercizio 74 impianti idroelettrici, per una potenza efficiente netta complessiva di 1.071,1 MW. Nel corso del 2024, la provincia con la maggiore produzione è Teramo, con circa 363 GWh, seguita da Pescara (276 GWh), Chieti (253 GWh) e L’Aquila (204 GWh), per un totale regionale pari a circa 1,1 miliardi di kWh.
Questo valore rappresenta circa il 2% dell’energia idroelettrica prodotta complessivamente in Italia nello stesso anno, una quota leggermente inferiore alla media registrata nel corso del secolo, come mostrato in Figura 2. Il dato evidenzia come, pur non essendo tra le regioni leader a livello nazionale, l’Abruzzo mantenga un ruolo significativo nel panorama delle rinnovabili, grazie a una rete impiantistica diffusa nel territorio.
Figura 2. Istogramma della percentuale di energia elettrica prodotta in Abruzzo rispetto al totale nazionale da impianti idroelettrici, nel periodo 2000 – 2024. Fonte dati: Terna S.p.A.
Parallelamente, la necessità di ridurre le emissioni climalteranti ha reso imprescindibile lo sviluppo di ulteriori fonti rinnovabili, come l’eolico e il fotovoltaico. In Italia, questi settori hanno registrato progressi significativi, arrivando a rappresentare complessivamente circa il 22% della produzione totale di elettricità. Nonostante ciò, il contributo principale tra le rinnovabili resta quello dell’idroelettrico, che nel 2024 copre circa il 48% della produzione rinnovabile nazionale.
Tale centralità, tuttavia, pone interrogativi per il futuro. Da un lato, l’idroelettrico appare ormai sfruttato quasi al massimo delle sue potenzialità, con margini di crescita limitati; dall’altro, la sua produttività è strettamente legata alla disponibilità idrica, sempre più condizionata dai cambiamenti climatici.
Gli eventi estremi incidono in modo diretto sulla produzione. La marcata siccità registrata tra l’inverno 2021 e il 2022 ha comportato una riduzione del 42% dell’energia prodotta rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con effetti evidenti anche nei territori dell’Appennino centrale. Al contrario, precipitazioni particolarmente intense possono determinare il rapido riempimento degli invasi e lo sfioro di grandi volumi d’acqua non sfruttabili a fini energetici, come accaduto alla Diga di Ridracoli durante un recente episodio di forti piogge.
In questo contesto di saturazione del grande idroelettrico e di crescente instabilità climatica, una prospettiva interessante per l’Abruzzo è rappresentata dallo sviluppo del micro idroelettrico. Impianti di piccola scala, generalmente installati su corsi d’acqua minori, acquedotti o canali esistenti, capaci di produrre energia con un impatto ambientale più contenuto rispetto alle grandi dighe.
Per una regione come l’Abruzzo, caratterizzata da una diffusa rete di corsi d’acqua montani e da piccoli centri distribuiti sul territorio, il micro idroelettrico può costituire una soluzione complementare: non tanto per incrementare in modo significativo la produzione complessiva, quanto per favorire l’autoconsumo locale, la generazione distribuita e una maggiore resilienza energetica delle comunità.
Gennaio2026 è stato caratterizzato da un andamento termico superiore alle attese stagionali e con precipitazioni eccezionalmente elevate per il periodo.
🌡️Temperature medie
Secondo i dati Copernicus, la temperatura media regionale registrata in Abruzzo nel mese di gennaio 2026 è stata di 3,38°C. Si tratta di un valore superiore alle medie storiche, caratterizzato da un’anomalia di +1,98°C rispetto al periodo 1961–1990 e di +1,25°C rispetto al periodo 1991–2020. La temperatura massima ha invece raggiunto i 16,02°C.
La distribuzione dell’anomalia termica sul territorio regionale, in relazione ai due periodi di riferimento, è illustrata in Figura 1 e Figura 2, rispettivamente.
Figura 1. Anomalia della temperatura media di gennaio 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1961-1990 nella regione Abruzzo. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Feb-2026).Figura 2. Anomalia della temperatura media di gennaio 2026 rispetto alla media relativa al periodo 1991-2020 nella regione Abruzzo. Fonte: Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Feb-2026).
Temperature a confronto: i dati provincia per provincia
La temperatura media di gennaio 2026 risulta essere superiore ai valori medi storici, in taluni casi anche degli rintervalli di variabilità osservati in entrambi i periodi di riferimento, come mostrato in Tabella 1, che riporta nel dettaglio le temperature medie di gennaio, sia a livello provinciale che regionale, confrontate con le medie storiche e le relative variazioni nei due periodi di riferimento: 1961–1990 e 1991–2020.
Provincia
Media 1961-1990 (°C)
Media 1991-2020 (°C)
Media 2026
L’Aquila
0,30 ± 1,75
1,12 ± 1,62
2,33
Chieti
2,74 ± 1,70
3,39 ± 1,61
4,75
Pescara
2,01 ± 1,81
2,70 ± 1,75
4,08
Teramo
1,91 ± 1,72
2,56 ± 1,62
3,69
Abruzzo
1,40 ± 1,74
2,13 ± 1,63
3,38
Tabella 1. Temperature medie registrate nel mese di gennaio in Abruzzo per i trentennali 1961-1990 e 1991-2020, con i dati dell’anno in corso, suddivisi per provincia.
I dati riportati in Tabella 1 indicano come la temperatura media del periodo 1991–2020, sia a livello provinciale che regionale, sia nettamente superiore rispetto al periodo 1961–1990, sebbene i valori rientrino all’interno dell’intervallo di variabilità. Tuttavia, le temperature di gennaio 2026 risultano ancora più elevate, superando entrambe le medie storiche e quasi raddoppiando la temperatura media osservata nel periodo 1961-1990.
Analizzando i dati provinciali, le anomalie rispetto alla temperatura media regionale del periodo 1991–2020, ordinate dalla più alla meno marcata, risultano le seguenti:
Chieti: +2,62°C
Pescara: +1,95°C
Teramo: +1,56°C
L’Aquila: +0,20°C
Queste variazioni sono ben evidenziate nel grafico di Figura 3, che mostra anche il confronto i dati relativi al mese di gennaio per il 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025, offrendo una panoramica sull’evoluzione termica degli ultimi sei anni.
Figura 3. Anomalie della temperatura media registrate nel mese di gennaio tra il 2021 e il 2026, rispetto alla media regionale 1991-2020, suddivise per provincia. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS). DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Feb-2026).
Sebbene le anomalie del 2026 non risultino le più marcate in tutte le province rispetto ai valori degli ultimi sei anni, i livelli registrati sono comunque significativamente superiori alla media, tranne per la provincia dell’Aquila che mostra un’anomalia positiva maggiormente contenuta.
🌧️ Precipitazioni e altre metriche climatiche
Nel mese di gennaio 2026, le precipitazioni totali in Abruzzo sono risultate di gran lunga superiori alla media climatologica.
Il quantitativo medio regionale è stato pari a 2041 mm, con uno scostamento di:
+ 941 mm rispetto alla media 1961–1990
+1007 mm rispetto alla media 1991–2020
Intensità di pioggia giornaliera
L’indice SDII, che misura l’intensità media delle precipitazioni nei giorni piovosi, ha assunto un valore pari a 84.37 mm/giorno.
Il valore osservato è:
+36.01 mm/giorno rispetto alla media 1961–1990
+34.07 mm/giorno rispetto alla media 1991–2020
Un SDII superiore alla media suggerisce eventi piovosi più intensi e concentrati, con potenziali implicazioni per il rischio idrogeologico
Giorni di gelo
Nel mese di gennaio 2026 sono stati osservati 15 giorni di gelo, ovvero giorni in cui la temperatura minima è scesa sotto 0°C.
Rispetto alle medie climatiche:
-6 giorni rispetto al periodo 1961–1990
-5 giorni rispetto al periodo 1991–2020
Un ulteriore indicatore del progressivo aumento della temperatura media anche nei mesi invernali.
Conclusione
I dati di gennaio 2026 confermano come le anomalie termiche positive interessino ormai anche i mesi invernali, delineando un quadro climatico sempre più distante dai valori di riferimento storici. Le precipitazioni eccezionali registrate nel corso del mese si inseriscono in un contesto di maggiore frequenza e intensità degli eventi estremi, una delle manifestazioni più evidenti dei cambiamenti climatici in atto. In questo scenario, un monitoraggio continuo e sistematico delle temperature e delle precipitazioni risulta fondamentale per comprendere l’evoluzione del clima in Abruzzo e supportare una lettura consapevole delle dinamiche ambientali regionali.
Scopri il bollettino relativo al mese scorso, e continua a seguire la rubrica per proseguire l’osservazione nei prossimi mesi.
Disclaimer: Generated using or contains modified Copernicus Climate Change Service information . Neither the European Commission nor ECMWF is responsible for any use that may be made of the Copernicus information or data it contains.
Data: Hersbach, H., Bell, B., Berrisford, P., Biavati, G., Horányi, A., Muñoz Sabater, J., Nicolas, J., Peubey, C., Radu, R., Rozum, I., Schepers, D., Simmons, A., Soci, C., Dee, D., Thépaut, J-N. (2023): ERA5 hourly data on single levels from 1940 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS), DOI: 10.24381/cds.adbb2d47 (Accessed on 06-Feb-2026)
Dicembre2025 è stato caratterizzato da un andamento termico di gran lunga superiore alle attese stagionali.
Temperature medie: confronto con i periodi storici
Secondo i dati Copernicus, la temperatura media regionale registrata in Abruzzo nel mese di dicembre 2025 è stata di 5,35°C. Si tratta di un valore nettamente superiore alle medie storiche, caratterizzato da un’anomalia di +2,65°C rispetto al periodo 1961–1990 e di +2,08°C rispetto al periodo 1991–2020. La temperatura massima ha invece raggiunto i 16,08°C.
La distribuzione dell’anomalia termica sul territorio regionale, in relazione ai due periodi di riferimento, è illustrata in Figura 1 e Figura 2, rispettivamente.
Figura 1. Anomalia della temperatura media di dicembre 2025 rispetto alla media relativa al periodo 1961-1990 nella regione Abruzzo. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2024): ERA5-land post-processed daily-statistics from 1950 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS), DOI: 10.24381/cds.e9c9c792 (Accessed on 06-Jan-2026).Figura 2. Anomalia della temperatura media di dicembre 2025 rispetto alla media relativa al periodo 1991-2020 nella regione Abruzzo. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2024): ERA5-land post-processed daily-statistics from 1950 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS), DOI: 10.24381/cds.e9c9c792 (Accessed on 06-Jan-2026).
Temperature a confronto: i dati provincia per provincia
La temperatura media di dicembre 2025 risulta essere superiore ai valori medi storici, inclusi gli rintervalli di variabilità osservati in entrambi i periodi di riferimento, come mostrato in Tabella 1, che riporta nel dettaglio le temperature medie di dicembre , sia a livello provinciale che regionale, confrontate con le medie storiche e le relative variazioni nei due periodi di riferimento: 1961–1990 e 1991–2020.
Provincia
Media 1961-1990 (°C)
Media 1991-2020 (°C)
Media 2025
L’Aquila
1,62 ± 1,53
2,18 ± 1,57
4,65
Chieti
4,04 ± 1,38
4,58 ± 1,54
6,22
Pescara
3,29 ± 1,56
3,93 ± 1,62
5,63
Teramo
3,21 ± 1,41
3,78 ± 1,52
5,71
Abruzzo
2,71 ± 1,47
3,27 ± 1,56
5,35
Tabella 1. Temperature medie registrate nel mese di dicembre in Abruzzo per i trentennali 1961-1990 e 1991-2020, con i dati dell’anno in corso, suddivisi per provincia.
I dati riportati in Tabella 1 indicano come la temperatura media del periodo 1991–2020, sia a livello provinciale che regionale, sia nettamente superiore rispetto al periodo 1961–1990, sebbene i valori rientrino all’interno dell’intervallo di variabilità. Tuttavia, le temperature di dicembre 2025 risultano ancora più elevate, superando entrambe le medie storiche e quasi raddoppiando la temperatura media osservata nel periodo 1961-1990.
Analizzando i dati provinciali, le anomalie rispetto alla temperatura media regionale del periodo 1991–2020, ordinate dalla più alla meno marcata, risultano le seguenti:
Chieti: +2,94°C
Teramo: +2,44°C
Pescara: +2,36°C
L’Aquila: +1,38°C
Queste variazioni sono ben evidenziate nel grafico di Figura 3, che mostra anche il confronto i dati relativi al mese di dicembre per il 2021, 2022, 2023 e 2024, offrendo una panoramica sull’evoluzione termica degli ultimi cinque anni.
Figura 3. Anomalie della temperatura media registrate nel mese di dicembre tra il 2021 e il 2025, rispetto alla media regionale 1991-2020, suddivise per provincia. Fonte:Copernicus Climate Change Service, Climate Data Store, (2024): ERA5-land post-processed daily-statistics from 1950 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS), DOI: 10.24381/cds.e9c9c792 (Accessed on 06-Jan-2026).
Sebbene le anomalie del 2025 non risultino le più marcate in tutte le province rispetto ai valori degli ultimi cinque anni, i livelli registrati sono comunque significativamente superiori alla media.
Bilancio climatico dell’anno
Il 2025 si chiude come un anno significativamente più caldo della media in Abruzzo, confermando una tendenza ormai consolidata all’aumento delle temperature su scala regionale. In particolare, la temperatura media regionale annuale del 2025 ha fatto registrare:
+2,07°C rispetto al periodo di riferimento 1961–1990
+1,25°C rispetto al periodo 1991–2020
Conclusione
I dati di dicembre 2025 mostrano che anche il periodo invernale è interessato da anomalie termiche significative, inserite in un quadro che ormai coinvolge l’intero arco dell’anno. Un monitoraggio continuo delle temperature diventa quindi essenziale per comprendere l’evoluzione del clima in Abruzzo.
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Disclaimer: Generated using Copernicus Climate Change Service information 2026. Neither the European Commission nor ECMWF is responsible for any use that may be made of the Copernicus information or data it contains.
Data: Muñoz Sabater, J., Comyn-Platt, E., Hersbach, H., Bell, B., Berrisford, P., Biavati, G., Horányi, A., Muñoz Sabater, J., Nicolas, J., Peubey, C., Radu, R., Rozum, I., Schepers, D., Simmons, A., Soci, C., Dee, D., Thépaut, J-N., Cagnazo, C., Cucchi, M. (2024): ERA5-land post-processed daily-statistics from 1950 to present. Copernicus Climate Change Service (C3S) Climate Data Store (CDS), DOI: 10.24381/cds.e9c9c792 (Accessed on 06-Jan-2026)