Incendi boschivi in Abruzzo: impatti sul clima, stato di pericolo e come prevenirli
Lo scorso 7 luglio è partita la Campagna Antincendi Boschivi in Abruzzo, che proseguirà fino al 14 settembre, salvo proroghe o anticipi. Nel frattempo, la Regione Abruzzo ha dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi dal 15 giugno al 15 ottobre 2025 su tutto il territorio regionale, una misura necessaria alla luce dei 232 incendi registrati tra il 2021 ed il 2024, che hanno bruciato quasi 5000 ettari di terreno. Di questi, 689 ettari hanno riguardato la provincia di Teramo, con 195 ettari bruciati nel solo Comune di Teramo.

Indipendentemente dalla sua origine – dolosa o accidentale – il verificarsi di un incendio solleva importanti interrogativi sul suo impatto ambientale. Le conseguenze di questi eventi sono molteplici e complesse. In primo luogo, il danno diretto alla fauna locale, che è costretta a lasciare il proprio habitat naturale, può comportare anche l’evacuazione delle popolazioni umane che vivono nelle vicinanze. In secondo luogo, gli incendi contribuiscono all’inquinamento dell’aria: la combustione del legno rilascia sostanze tossiche come polveri sottili e monossido di carbonio (CO), estremamente pericolose per la salute umana, soprattutto quando presenti in alte concentrazioni. Inoltre, un aspetto spesso trascurato è l’impatto climatico, legato alla capacità degli alberi di sequestrare anidride carbonica (CO₂) dall’atmosfera.
Gli alberi, attraverso la fotosintesi, assorbono anidride carbonica e la immagazzinano nei loro tessuti per anni o persino secoli. Quando un incendio distrugge un’area boschiva, la superficie disponibile per l’assorbimento di CO₂ si riduce drasticamente. Ancora più critico, la CO₂ accumulata negli alberi durante la loro vita viene rilasciata nuovamente in atmosfera. A ciò si aggiunge il fatto che la combustione del legno genera ulteriori emissioni di anidride carbonica, aggravando il bilancio ambientale.
L’importanza degli alberi nella lotta alla crisi climatica è dunque evidente, e ogni incendio rappresenta un triplice danno per l’ambiente: meno assorbimento di CO₂, rilascio delle riserve di CO₂ precedentemente sequestrate e nuove emissioni generate dalla combustione.
I quasi 200 ettari di bosco andati in fumo a Raiano (AQ) ed i diversi incendi che hanno colpito la provincia di Teramo nella scorsa settimana ci ricordano quanto il rischio incendi resti alto in Abruzzo, soprattutto nei periodi estivi, quando ondate di calore sempre più frequenti creano condizioni favorevoli alla propagazione del fuoco. Progredire nella prevenzione degli incendi e aumentare la consapevolezza ambientale sono azioni fondamentali per proteggere le nostre foreste, tutelare la biodiversità e contrastare la crisi climatica.
