Giugno rovente in Abruzzo: anomalia isolata o segnale di una nuova normalità climatica?

Il mese di giugno appena trascorso ha lasciato il segno in Abruzzo. Termometri impazziti, afa persistente e giornate torride hanno caratterizzato gran parte del mese, facendo scattare bollini arancioni e rossi in alcune città della regione. Ma questa ondata di calore è solo un episodio isolato? O stiamo entrando in una nuova era climatica?

Per cercare una risposta, però, bisogna andare oltre le impressioni quotidiane e i bollettini meteo, affidandosi ai dati. Un confronto tra passato e presente può aiutarci a capire se le temperature estreme che stiamo vivendo siano davvero eccezionali o parte di una nuova normalità.

In questo caso, abbiamo a disposizione una fonte preziosa: le misurazioni effettuate presso l’Osservatorio Astronomico di Collurania. I dati attuali provengono dalla stazione meteorologica gestita dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), mentre i dati storici risalgono al 1950 e furono pubblicati nel Notiziario economico della Camera di Commercio, Industria e Agricoltura di Teramo

Nel giugno del 1950, la temperatura massima registrata fu di 32,5°C, mentre nel giugno 2025 ha raggiunto i 35,1°C. Un incremento netto. Ma ciò che colpisce ancora di più è l’aumento della temperatura media mensile, che è passata da 22,2°C a 24,9°C: oltre due gradi in più che rappresentano un cambiamento significativo.

Anche il numero di giorni con temperature massime sopra i 30°C è cresciuto: 9 giorni nel 1950 contro i 20 del 2025. In pratica, due terzi del mese ha superato questa soglia di temperatura. E non si tratta di un caso isolato: dal 2019 ad oggi, solo due anni (2020 e 2023) hanno registrato meno di 11 giornate sopra i 30°C. Gli altri hanno superato costantemente questa soglia.

Questi dati non lasciano spazio a dubbi: il riscaldamento globale non è più un fenomeno distante. È una realtà tangibile che si riflette nelle nostre estati sempre più lunghe, calde e afose. E non si tratta solo di disagio personale: le conseguenze si ripercuotono sulla salute, sull’agricoltura, sull’ambiente urbano e sulle risorse idriche.

Il riscontro locale è lo specchio di un fenomeno globale. Ma proprio perché gli effetti sono evidenti anche a livello territoriale, è importante cominciare a reagire dal basso: promuovere politiche ambientali locali che puntino alla riduzione delle emissioni e all’adattamento climatico.

In attesa di segnali sul fronte delle politiche ambientali, il monitoraggio dell’andamento delle temperature presso l’Osservatorio Astronomico di Collurania proseguirà per tutta l’estate e, alla fine di ogni mese, verrà pubblicato un nuovo bollettino per raccontare, con i dati alla mano, come sta cambiando il clima attorno a noi. Perché capire cosa sta accadendo è il primo passo per poter agire.