Il mare sulla costa d’Abruzzo si riscalda: cosa sta succedendo e cosa rischiamo
Quante volte vi sarà capitato di trovarvi sulla costa adriatica, stremati dal caldo, e decidere di buttarvi in acqua per trovare un po’ di sollievo? Forse avrete notato che, in alcune giornate, nonostante fosse ormai quasi mezzogiorno, l’acqua risultava sorprendentemente fredda. Ma com’è possibile che, con temperature esterne così elevate, il mare resti così freddo?
La spiegazione ce la fornisce la termodinamica: l’acqua ha una capacità termica molto più alta rispetto all’aria. In altre parole, serve una quantità di calore molto maggiore per aumentare di un solo grado la temperatura del mare rispetto a quella dell’aria. Per questo motivo il mare si riscalda più lentamente, tanto che al mattino può sembrarci ancora freddo, mentre un bagno di mezzanotte ci regalerà spesso una piacevole sensazione di tepore.
La combinazione tra la grande capacità termica dell’acqua e l’enorme volume del mare rende il riscaldamento un processo graduale. Tuttavia, anche se lento, questo riscaldamento avviene, e con estati sempre più calde il rischio è che il mare possa accumulare calore in eccesso.
Un mare più caldo ha effetti significativi: può alterare la distribuzione delle specie marine, intensificare i fenomeni meteorologici estremi – non solo negli oceani, ma anche in bacini più piccoli come il Mediterraneo e l’Adriatico. Ne sono esempio le trombe marine osservate lo scorso 28 luglio a Tortoreto (TE). Inoltre, contribuisce all’innalzamento del livello del mare. Questo accade perché all’aumentare della temperatura, le molecole dell’acqua si muovono di più, occupano più spazio e portano a un aumento del volume complessivo, facendo salire il livello del mare.
Secondo i dati Copernicus, riportati in figura, tra febbraio 1999 e novembre 2024 il livello del mare lungo la costa abruzzese è aumentato in media di circa 3.25 millimetri all’anno. Una tendenza preoccupante: se l’attuale ritmo continuerà, il livello del mare sulla costa abruzzese salirà di oltre 3 centimetri entro il 2035, ma questo valore potrebbe crescere ancora se la situazione dovesse peggiorare.

Per contrastare le conseguenze dell’innalzamento del livello del mare e dell’erosione costiera, la Regione Abruzzo ha già stanziato quasi 2 milioni di euro. Tuttavia, affinché questi interventi possano essere realmente efficaci nel lungo periodo, è fondamentale accompagnarli con politiche locali e globali in grado di ridurre le emissioni e le concentrazioni di gas serra in atmosfera. Solo così sarà possibile contenere gli effetti del cambiamento climatico e tutelare le nostre coste, preservandole anche per le generazioni future.
