Nuovi limiti europei sulla qualità dell’aria: l’Abruzzo è pronto?

L’anno appena iniziato segna un passaggio cruciale per la qualità dell’aria in Europa. Entro l’11 dicembre, infatti, tutti i Paesi dell’Unione Europea dovranno adeguarsi a limiti più stringenti sulle concentrazioni degli inquinanti atmosferici, così come stabilito dalla Direttiva (UE) 2024/2881 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2024, relativa alla qualità dell’aria ambiente e a un’aria più pulita in Europa.

Con riferimento alle polveri sottili, la normativa europea stabilisce che entro l’11 dicembre 2026 le concentrazioni di PM10 non debbano superare il valore di 50 µg/m³ come media giornaliera per più di 35 giorni all’anno e che la concentrazione media annuale resti al di sotto dei 40 µg/m³. Per il PM2.5, il valore limite della concentrazione media annuale è fissato a 25 µg/m³. Successivamente a tale data, i limiti per entrambe le frazioni di particolato saranno ulteriormente ridotti e dovranno essere pienamente raggiunti entro il 1° gennaio 2030, come indicato in Tabella 1.

InquinanteTipo di mediaValore limiteSuperamenti consentitiDa raggiungere entro
PM10Media 24h50 µg/m³35 volte/anno 11 dicembre 2026
45 µg/m³18 volte/anno1 gennaio 2030
Media annuale40 µg/m³11 dicembre 2026
20 µg/m³1 gennaio 2030
PM2.5Media 24h25 µg/m³18 volte/anno1 gennaio 2030
Media annuale25 µg/m³11 dicembre 2026
10 µg/m³1 gennaio 2030
Tabella 1. Valori limite per la protezione della salute umana. Fonte: Direttiva UE 2024/2881.

Ma qual è la situazione in Abruzzo? La regione sarà in grado di rispettare i limiti da raggiungere entro l’11 dicembre 2026? E sarà pronta ad affrontare i requisiti ancora più stringenti previsti per il 1° gennaio 2030? Per rispondere a queste domande è necessario analizzare i dati preliminari pubblicati da ARPA Abruzzo (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) relativi alle concentrazioni di PM2.5 e PM10 per l’anno 2025.

I valori delle concentrazioni medie annuali di particolato (PM2.5 e PM10), riportati in Figura 1, risultano inferiori ai limiti da rispettare entro l’11 dicembre 2026 in tutti i capoluoghi abruzzesi. Tuttavia, se si considerano i valori limite più restrittivi previsti per il 2030, emerge un quadro maggiormente critico. In particolare, Chieti e Pescara presentano lievi superamenti del limite per il PM10, mentre per il PM2.5 le stesse città mostrano scostamenti più significativi, ai quali si aggiunge anche Teramo, seppur con un superamento contenuto. La sola città dell’Aquila risulta pienamente conforme a entrambi i limiti, per entrambe le frazioni di particolato..

Conclusioni analoghe si possono trarre analizzando il numero annuale di superamenti del valore limite giornaliero. Con riferimento al limite attuale per il PM10 (35 superamenti annui), tutte le città si collocano ben al di sotto della soglia consentita. Anche rispetto al nuovo limite di 18 superamenti annui, come evidenziato dai dati in Tabella 2, soltanto la stazione di Via Sacco a Pescara si avvicina al valore massimo, con 13 superamenti.

Diverso è il quadro per il PM2.5, per il quale la normativa vigente non prevede attualmente un numero massimo di superamenti giornalieri. Con l’introduzione del nuovo limite di 18 superamenti annui, sia Chieti sia Pescara risultano oltre la soglia, in alcuni casi quasi raddoppiandola. Rimangono invece contenuti i valori registrati nelle città di Teramo e L’Aquila.

Inquinante CittàNome stazioneConcentrazione media annuale Numero di superamenti annuale
(limite corrente)
Numero di superamenti annuale
(nuovo limite)
PM10 L’Aquila Via Amiternum 14,6 µg/m³24
TeramoPorta Reale17,9 µg/m³00
ChietiScuola Antonelli20,0 µg/m³16
PescaraT. D’Annunzio20,9 µg/m³36
Via Firenze20,2 µg/m³23
Via Sacco21,3 µg/m³513
PM2.5L’AquilaVia Amiternum8,7 µg/m³4
TeramoGammarana10,4 µg/m³7
ChietiScuola Antonelli13,9 µg/m³38
Pescara T. D’Annunzio11,9 µg/m³30
Via Firenze12,7 µg/m³40
Tabella 2. Valori della concentrazione media annua per il 2025 di PM10 e PM2.5 misurati nelle stazioni dei capoluoghi abruzzesi e confronto del numero di superamenti rispetto ai limiti normativi attualmente in vigore e a quelli che entreranno in vigore entro il 2030.

Nel complesso, i dati relativi al 2025 indicano una situazione incoraggiante per quanto riguarda il rispetto dei limiti a tutela della salute umana che dovranno essere raggiunti entro l’11 dicembre 2026, sia per il PM10 sia per il PM2.5. Tuttavia, in vista degli obiettivi fissati per il 2030, tutte le città capoluogo, ad eccezione dell’Aquila, saranno chiamate a compiere uno sforzo significativo per ridurre le emissioni di questi inquinanti, notoriamente dannosi per la salute.

È infine necessaria un’ulteriore riflessione sul sistema di monitoraggio. Attualmente, ciascun capoluogo dispone di una sola stazione di misura per ogni inquinante (in alcuni casi una stessa stazione è attrezzata per rilevare più parametri), fatta eccezione per Pescara. La variabilità delle concentrazioni annuali e del numero di superamenti osservata tra le diverse stazioni di Pescara, riportata in Tabella 2, evidenzia ancora una volta una criticità già segnalata in un precedente articolo: la bassa densità della rete di monitoraggio. In assenza di un numero adeguato di sensori distribuiti sul territorio, non è possibile stabilire con certezza se il rispetto dei limiti normativi riguardi l’intera regione o soltanto le zone prossime alle stazioni di misura.